Non sempre andare fino in fondo a una causa è la scelta più conveniente. Anche quando un giudizio è già avviato, valutare una soluzione alternativa può consentire di chiudere la vicenda in modo più rapido, riducendo costi e incertezze legate all’esito finale.
Come nasce il contenzioso
Il contenzioso riguarda la cessazione di un rapporto di locazione commerciale e il successivo contrasto tra il conduttore e gli eredi del locatore, assistiti dall’Avv. Carmine Laurenzano.
Nel maggio 2023 gli eredi del locatore ottenevano un decreto ingiuntivo per il pagamento di canoni di locazione e oneri condominiali non corrisposti, per un importo complessivo superiore a 15.000 euro. Il conduttore proponeva opposizione, dando avvio a un giudizio ordinario avanti il Tribunale Civile di Roma.
Nel corso del giudizio, gli eredi facevano valere anche le proprie richieste economiche, relative ai costi di smontaggio, smaltimento e ripristino dei locali a seguito della cessazione del contratto. Parallelamente, il conduttore provvedeva al pagamento delle somme oggetto del decreto ingiuntivo, mentre restavano aperte le ulteriori questioni oggetto del contenzioso.
Il momento decisivo: valutare se proseguire
All’esito della fase istruttoria, il Giudice Istruttore formulava una proposta di definizione bonaria della controversia.
È un passaggio cruciale, che richiede una valutazione attenta da parte degli avvocati: proseguire il giudizio fino alla sentenza, con tempi e costi difficilmente prevedibili, oppure utilizzare gli strumenti alternativi per arrivare a una soluzione controllata e definitiva.
In questo caso, le parti, assistite dai rispettivi legali, hanno scelto di accogliere la proposta del giudice, rinviando l’udienza per consentire la formalizzazione dell’accordo.
L’accordo e la chiusura del giudizio
L’accordo raggiunto ha consentito di definire integralmente la controversia, prevedendo:
- il riconoscimento, in favore degli eredi, di una somma a titolo risarcitorio e di rimborso forfettario delle spese di lite;
- la compensazione parziale mediante trattenuta della cauzione versata all’epoca della locazione;
- il pagamento del residuo mediante rate già integralmente corrisposte;
- il rilascio di ampia quietanza liberatoria;
- la rinuncia reciproca a ogni ulteriore pretesa e l’abbandono del giudizio pendente.
Con la sottoscrizione dell’atto di transazione, le parti hanno chiuso definitivamente il contenzioso, evitando l’emissione di una sentenza e i relativi effetti.
Chiudere una controversia è già un risultato
Questo caso dimostra come il lavoro dell’avvocato non si esaurisca nella gestione del processo, ma richieda la capacità di valutare quando il giudizio non è più lo strumento più efficace.
In situazioni come questa, fermarsi prima della sentenza non è una rinuncia, ma una scelta strategica che tutela concretamente l’interesse delle parti.
