Un aggiornamento sulle azioni giudiziarie in corso
Nei mesi scorsi un gruppo di avvocati ha promosso una serie di iniziative giudiziarie volte a contestare il Nuovo Regolamento per le Difese d’Ufficio adottato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, ritenuto affetto da gravi vizi di legittimità, sia sotto il profilo della competenza sia sotto quello procedurale.
Le azioni sono seguite dagli Avv.ti Carmine Laurenzano e Michele Bonetti e mirano non solo alla tutela delle prerogative professionali degli avvocati, ma anche al rispetto dei principi di legalità, trasparenza e corretto esercizio dell’azione amministrativa.
Il ricorso straordinario e i primi effetti prodotti
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, notificato nell’agosto 2025, ha già determinato un primo risultato concreto. Nel corso dell’adunanza del 2 ottobre 2025, il COA Roma ha infatti modificato il Regolamento, ripristinando la facoltà del difensore d’ufficio di nominare un sostituto di propria scelta ai sensi dell’art. 102 c.p.p.
Tale intervento, seppur significativo, non è stato ritenuto sufficiente a sanare i profili di illegittimità del Regolamento, in particolare quelli relativi alla competenza dell’organo deliberante, già censurati anche dal Consiglio Nazionale Forense, che ha richiesto la revoca degli atti adottati.
L’accesso agli atti e il contenzioso davanti al TAR Lazio
Parallelamente, è stata intrapresa un’azione specifica per ottenere l’accesso integrale agli atti amministrativi relativi all’approvazione del Regolamento, con particolare riferimento alla verifica del quorum costitutivo e deliberativo delle adunanze consiliari.
A fronte di riscontri parziali e documentazione largamente oscurata, è stato proposto ricorso al TAR Lazio, successivamente integrato con motivi aggiunti, al fine di contestare il diniego e l’ostensione meramente formale di atti privi delle informazioni essenziali.
I verbali consiliari recentemente trasmessi, infatti, risultano privi di dati fondamentali quali:
- numero dei presenti;
- numero dei votanti;
- esito delle votazioni;
- allegati richiamati nelle deliberazioni.
Tali carenze impediscono ogni verifica effettiva sulla regolarità delle decisioni assunte.
Le prossime iniziative giudiziarie
Alla luce degli sviluppi più recenti, si rende necessario procedere con ulteriori ricorsi per motivi aggiunti, sia nell’ambito del giudizio amministrativo pendente, sia con riferimento al ricorso straordinario, al fine di evitare preclusioni processuali e garantire una piena tutela delle posizioni coinvolte.
L’udienza di discussione innanzi al TAR è stata rinviata alla camera di consiglio dell’11 marzo 2026, anche in considerazione delle nuove produzioni documentali e delle ulteriori impugnazioni proposte.
Trasparenza e legalità come presupposti dell’autogoverno forense
L’intera vicenda pone nuovamente al centro il tema della trasparenza dell’azione amministrativa degli Ordini professionali, quale condizione imprescindibile per l’esercizio dell’autogoverno e per la fiducia degli iscritti.
Il rispetto delle regole procedurali, la piena accessibilità degli atti e la verificabilità delle deliberazioni non rappresentano meri adempimenti formali, ma garanzie sostanziali di legalità.
Il percorso intrapreso proseguirà nelle sedi competenti, nella convinzione che solo attraverso trasparenza e correttezza istituzionale sia possibile rafforzare le istituzioni forensi e tutelare la dignità della professione.
