Regolamento Difese d’Ufficio: COA costretto alla parziale modifica, ma la battaglia legale si sposta sulla trasparenza degli atti consiliari. Notificato ricorso al TAR per l’accesso ai verbali.

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La complessa vicenda del nuovo Regolamento sulle difese d’ufficio approvato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma (COA) sta vivendo un momento cruciale che interessa tutta la classe forense capitolina. Dopo la notifica del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Carmine Laurenzano, avvenuta l’8 agosto 2025, si registra un primo risultato tangibile, ma il contenzioso assume una nuova direzione, concentrandosi ora sulla legalità formale e la trasparenza degli atti consiliari.

Il ricorso straordinario aveva messo in discussione l’intero impianto regolamentare, sostenendo in primo luogo che il COA avesse ecceduto rispetto ai propri poteri, creando illegittimamente la figura dei cosiddetti “riservisti”, un elenco non previsto dalla normativa nazionale gestita dal CNF.
Questa novità rappresentava un onere aggiuntivo, un “peso” che duplicava di fatto le prestazioni richieste ai difensori d’ufficio. La censura più sentita riguardava la limitazione della nostra libertà professionale in quanto il Regolamento, nella sua stesura originale, impediva al difensore di turno di scegliere il proprio sostituto processuale obbligandolo, nella nomina, ad attingere esclusivamente dalla lista dei riservisti e violando l’articolo 102 c.p.p. e del diritto di difesa.

Ebbene, nell’adunanza tenutasi il 2 ottobre 2025 il COA ha approvato, a maggioranza e con efficacia immediata, una significativa modifica. Il Consiglio ha reintrodotto la facoltà per il difensore turnista impedito di “scambiare” il proprio turno o, cosa fondamentale, “di nominare un sostituto di propria scelta”. Questo è un punto di svolta in quanto il COA ha di fatto sanato parzialmente uno dei vizi di illegittimità più significativi che avevamo sollevato, ripristinando il diritto del difensore di scegliere liberamente chi lo rappresenterà in udienza.

Tuttavia, la battaglia legale non si ferma, anzi, si concentra su un altro fronte cruciale che riguarda la legalità procedurale e la trasparenza istituzionale. Fin da subito, avevamo eccepito che le delibere di approvazione del Regolamento potessero essere invalide perché la Commissione Difese d’Ufficio, che aveva licenziato il testo, non avrebbe rispettato il quorum costitutivo, che impone la presenza di almeno tre Consiglieri dell’Ordine per la validità delle deliberazioni. Per questo motivo, il 5 agosto 2025, prima ancora di notificare il ricorso straordinario, avevamo chiesto l’accesso completo ai verbali delle adunanze e delle riunioni della Commissione.

La risposta del COA è stata insoddisfacente e, a nostro avviso, illegittima. In data 9 settembre 2025, sono stati trasmessi solo parzialmente i verbali, pieni di “omissis” che oscuravano sistematicamente i nominativi dei Consiglieri votanti, dei presenti e persino gli elenchi allegati. Quando abbiamo chiesto l’integrazione, il 19 settembre 2025, è arrivato un diniego totale, motivato dal fatto che la nostra richiesta non fosse suffragata da un “interesse concreto ed attuale”.
Non possiamo accettare che un organo di autogoverno oscuri i dati essenziali relativi alla formazione della propria volontà.

L’occultamento dei nominativi impedisce di verificare la regolarità formale della delibera e l’accesso a questi dati è fondamentale per esercitare pienamente il nostro diritto di difesa costituzionalmente garantito. Per questo, ritenendo il diniego lesivo del principio di trasparenza, abbiamo notificato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Lazio. Questa azione ulteriore, da noi patrocinata, mira ad ottenere una sentenza che imponga al COA Roma l’ostensione integrale dei documenti, affinché tutti gli Avvocati di Roma possano verificare la correttezza procedurale delle decisioni adottate, che impattano sull’intera professione.

La nostra azione continua, non solo per tutelare i diritti di chi ha fatto ricorso, ma per affermare i principi di legalità e trasparenza che devono guidare l’operato di ogni ente pubblico, anche non economico, ivi compreso il nostro Ordine.

Un cordiale saluto e sempre a Vostra disposizione.

Avv. Michele Bonetti Avv. Carmine Laurenzano

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