Stop al “doppio pignoramento”: il Tribunale di Tivoli salva il minimo vitale di una famiglia grazie alla battaglia legale dell’Avv. Carmine Laurenzano

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TIVOLI – Un’importante decisione del Tribunale Civile di Tivoli ha messo fine a una situazione di grave sofferenza economica per un nucleo familiare, stabilendo un fondamentale precedente contro l’eccesso di zelo nelle procedure esecutive. Con un’ordinanza collegiale emessa il 28 gennaio 2026, il Tribunale in composizione Collegiale ha ordinato l’immediato svincolo dei conti correnti e di una carta ricaribile, ribadendo che il pignoramento non può mai tradursi nella privazione dei mezzi minimi di sussistenza.

La strategia difensiva: oltre la fredda norma

Al centro del successo giudiziario vi è l’attività difensiva dell’Avv. Carmine Laurenzano, il quale ha condotto una serrata battaglia legale per ribaltare una precedente decisione sfavorevole. Il legale non si è limitato a una difesa tecnica, ma ha portato all’attenzione dei giudici il volto umano della crisi, documentando la situazione di una famiglia con due figli minori che, a fronte di un unico stipendio di circa 1.500 euro e un ISEE inferiore ai 6.000 euro, si trovava con ogni risorsa economica bloccata.

L’Avv. Laurenzano ha denunciato il cosiddetto “doppio vincolo”: mentre il datore di lavoro già tratteneva il quinto dello stipendio (circa 300 euro), il creditore aveva simultaneamente bloccato i conti dove confluiva la restante parte della retribuzione. “Il pignoramento non può trasformarsi in un assedio che impedisce persino l’acquisto di beni primari e l’accesso ai benefici per i figli”, è stata la tesi cardine sostenuta dal legale nelle fonti.

La ricostruzione della “soglia di povertà”

Un elemento decisivo dell’intervento dell’Avv. Laurenzano è stata la meticolosa ricostruzione tecnica della soglia di impignorabilità. Attraverso il calcolo dei parametri ISTAT e dei coefficienti ISEE, il legale ha dimostrato che il reddito residuo della famiglia — circa 650 euro mensili tolto l’affitto — era ampiamente al di sotto del minimo vitale necessario per la sopravvivenza dignitosa di quattro persone.
Nonostante un primo rigetto della istanza cautelare di sospensione, da parte del Giudice dell’Esecuzione, Laurenzano ha presentato reclamo evidenziando il “difetto assoluto di motivazione” della prima ordinanza, riuscendo a convincere il Collegio della necessità di un intervento urgente per evitare un danno “grave e irreparabile”.

La decisione: vittoria su tutta la linea

Il Tribunale, in composizione Collegiale, ha pienamente accolto le tesi della difesa, stabilendo che il blocco dei conti su cui confluisce lo stipendio è illegittimo se il limite del quinto è già stato raggiunto alla fonte. Il creditore opposto, inoltre, in base al principio di soccombenza, è stato condannato a rifondere le spese di lite per la fase cautelare

L’ordinanza conferma la validità dell’interpretazione sistematica proposta dall’Avv. Laurenzano, che ha saputo coniugare il diritto processuale con i principi costituzionali di solidarietà sociale e tutela della famiglia.

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