Orari, costi e procedure cambiano da un ufficio all’altro: il confronto tra gli UNEP del distretto della Corte d’Appello di Roma
Depositare lo stesso atto presso uffici UNEP diversi può significare confrontarsi con regole, orari e costi profondamente differenti.
È quanto emerge dal confronto tra le linee guida ufficiali degli uffici UNEP di Roma, Civitavecchia, Tivoli e Velletri, tutti appartenenti al distretto della Corte d’Appello di Roma.
Un quadro frammentato, nel quale il professionista deve verificare ogni volta le modalità operative previste dal singolo ufficio, con il rischio di incorrere in errori, rifiuti del deposito e conseguenti ritardi.
Quattro uffici, procedure differenti
Le differenze non riguardano aspetti marginali.
Cambiano innanzitutto gli orari di accettazione dei depositi telematici, così come le modalità previste per gli atti urgenti e per gli eventuali depositi del sabato.
Anche gli importi richiesti come fondo spese variano sensibilmente in relazione all’ufficio competente, alla tipologia di atto, al numero dei destinatari e, in alcuni casi, al comune nel quale deve essere eseguita l’attività.
Notifiche ed esecuzioni: costi non uniformi
Per le notifiche, alcuni uffici applicano importi basati sul numero dei destinatari, mentre altri distinguono le tariffe in base alla zona geografica.
Le stesse differenze si ritrovano nelle procedure esecutive e nelle istanze di ricerca telematica dei beni ai sensi dell’articolo 492 bis del codice di procedura civile.
In alcuni casi è previsto un importo fisso; in altri il fondo spese cambia a seconda del comune, della modalità di esecuzione o della presenza di un indirizzo digitale del destinatario.
Cambiano anche gli atti depositabili
Non tutti gli uffici accettano telematicamente le stesse tipologie di atti.
Le linee guida prevedono esclusioni diverse per:
- atti stragiudiziali;
- notifiche transfrontaliere;
- precetti fondati su cambiali o assegni;
- atti in materia di gratuito patrocinio;
- sequestri;
- contratti di mutuo;
- preavvisi di rilascio;
- atti dei delegati alle vendite.
Di conseguenza, un atto depositabile telematicamente presso un ufficio potrebbe richiedere la presentazione allo sportello fisico presso un altro.
Firme digitali, allegati e restituzione delle somme
Le difformità riguardano anche gli aspetti tecnici del deposito.
Alcuni uffici richiedono espressamente la firma digitale in formato PAdES per determinate tipologie di pignoramento. Altri indicano specifiche modalità per la denominazione o l’inserimento degli allegati.
Variano inoltre le commissioni bancarie trattenute in caso di restituzione delle somme residue.
Anche sotto questo profilo, il professionista è chiamato a verificare attentamente le istruzioni del singolo UNEP prima di procedere con il deposito.
Una guida pratica per orientarsi
Per rendere più chiare e facilmente consultabili queste differenze, abbiamo predisposto una guida comparativa dedicata agli uffici UNEP di Roma, Civitavecchia, Tivoli e Velletri.
Il documento mette a confronto:
🕘 gli orari di accettazione;
💶 i fondi spese per notifiche ed esecuzioni;
🔎 gli importi previsti per la ricerca telematica dei beni;
📄 gli atti esclusi dal deposito tramite PCT;
✍️ le indicazioni su firme digitali e allegati;
🏦 le commissioni applicate per la restituzione delle somme.
Scarica la guida comparativa in PDF
La necessità di regole più uniformi
Non è accettabile che, per svolgere la stessa attività, l’avvocato debba confrontarsi con procedure e costi differenti a seconda dell’ufficio competente.
La digitalizzazione dovrebbe rendere il lavoro più semplice, rapido e prevedibile. La presenza di linee guida non uniformi rischia invece di produrre l’effetto opposto, aumentando gli adempimenti e le possibilità di errore.
Continueremo pertanto a raccogliere e segnalare le criticità che incidono concretamente sull’attività professionale, promuovendo procedure più chiare, uniformi ed efficienti.
