Il registro elettronico e’ uno strumento ormi in uso in quasi tutti gli istituti scolastici che, sin dalla sua introduzione, ha sollevato più  di qualche dubbio in termini compatibilità con la disciplina privacy.

Per tale motivo il Garante e’ recentemente intervenuto aprendo un fascicolo contro il MIUR, il quale avrebbe dovuto predisporre un piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università  e ricerca e dei rapporti con docenti, personale, famiglia e studenti che, diversamente, non ha ancora predisposto.

La grave omissione si aggiunge alle oggettive difficolta’ di utilizzo del registro elettronico, rispetto al quale mancherebbe una preventiva valutazione di impatto sulla restrizione dei diritti e delle libertà degli individui che esso comporta, con riferimento al dettato dell’art. 35 GDPR.

Con l’introduzione del registro elettronico – continua il Garante – nulla si e’ previsto in merito alla garanzia circa un corretto e trasparente trattamento dei dati in esso conservati, ne ‘alcun riferimento viene fatto rispetto alla necessitando nominare un responsabile il trattamento stesso, come impone la normativa europea.

Ed ancora, nulla si dice rispetto alle informazioni ed alla formazione del personale.

Si rilevi sotto tale profilo l’insorgere di diversi procedimento disciplinari a carico  docenti, ai quali viene contestato il mancato utilizzo di questo innovativo strumento.

Bisognerà attendere l’esito degli approfondimenti richiesti al MIUR, allorquando il Garante – ad istruttoria conclusa – dichiarerà il registro elettronico conforme o meno alla disciplina GDPR.

Avv. Patrizia Giusti

Criminologa, consulente in Investigazione, Security & Intelligence, DPO

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