CONGRESSO NAZIONALE FORENSE: LA COALIZIONE #NOIAVVOCATI MANTIENE LE PROMESSE, LA POLITICA DÀ LUCE VERDE ALL’ABROGAZIONE DELLA CARTABIA

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Torino, 18 Ottobre 2025 – Il XXXVI Congresso Nazionale Forense, conclusosi a Torino, segna un punto di svolta per l’Avvocatura italiana. La richiesta unitaria di abrogazione della Riforma Cartabia e la difesa strenua della dignità professionale, promosse con forza dalla coalizione #NOIAVVOCATI ABROGHIAMO LA CARTABIA, hanno ricevuto un riscontro politico di altissimo livello. La campagna elettorale avviata per l’elezione dei Delegati al Congresso ha trasformato le lamentele della categoria in un preciso mandato istituzionale, che ora ha trovato pieno accoglimento ai massimi livelli istituzionali e politici.

Il Mandato elettorale di #NOIAVVOCATI: Abrogare la Cartabia

Fin dall’inizio della sua azione, la coalizione #NOIAVVOCATI ha denunciato come l’impianto normativo introdotto dalla Riforma Cartabia, lungi dall’accelerare i processi, stesse generando un isterismo normativo e procedure farraginose che hanno nuovamente all’allungamento dei tempi dei processi civili.

Il cuore della critica si è concentrato sulla compressione del diritto di difesa e sul formalismo estremo. La Cartabia civile, in particolare, è stata duramente contestata per aver reintrodotto il criticato sistema dei termini processuali “a ritroso” (Art. 171-ter c.p.c.), meccanismo già abbandonato con il vecchio rito societario e che impone un’agenda eccessivamente rigida, causando incertezze sulla decorrenza dei termini e rischio di decadenze per gli avvocati. Si è chiesto, pertanto, di superare questo contestato meccanismo.

Altrettanto urgente era la questione del Giudice di Pace (GdP), definito un “disastro annunciato”. Nonostante una drammatica carenza di organico amministrativo e giudiziario (con scoperture medie del 70% nei grandi uffici giudiziari), la riforma ne ha esteso le competenze (includendo cause condominiali e sinistri stradali fino a 50.000 euro). La coalizione aveva promesso di lottare per il ripristino dell’atto di citazione al posto del ricorso come atto introduttivo per alleggerire le cancellerie in stallo.

In ambito penale, le priorità di #NOIAVVOCATI includevano l’abolizione dell’Appello cartolare (che azzera il contraddittorio) e la revisione di istituti ritenuti superflui come l’udienza pre-dibattimentale. Inoltre, è stato posto in evidenza il caos del Processo Penale Telematico (PPT), entrato in vigore il 1° gennaio 2025 in uno stato di malfunzionamento che, secondo il Ministro Nordio stesso, avrebbe richiesto almeno un anno per entrare a regime, vanificando il diritto di difesa.

Il Riconoscimento Istituzionale: Le Promesse Mantenute

L’impegno della coalizione, culminato nell’ammissione di ben 54 mozioni al Congresso, ha trovato piena corrispondenza nelle dichiarazioni politiche che hanno dominato il dibattito a Torino.

Il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco, ha lanciato l’appello “forte e coraggioso” che l’Avvocatura si aspettava, chiedendo l’abolizione di tutte le norme della Cartabia (sia civile che penale) dopo la scadenza degli obiettivi PNRR, fissata per giugno 2026. Greco ha definito la Cartabia la “peggiore” riforma che il sistema giudiziario abbia subito, poiché ha snaturato il rito civile in un “processo senza il processo” e ha introdotto norme penali “spaventose” che limitano il diritto al doppio grado di giudizio per i meno abbienti.

La risposta del Governo non si è fatta attendere. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, pur assente fisicamente per impegni istituzionali, ha inviato un messaggio chiarissimo, assicurando un “sì incondizionato” alla richiesta di abolizione. Nordio ha promesso che, superata la fase PNRR, si interverrà per ripristinare il principio di oralità, che era quasi regredito “ai tempi dell’inquisizione” a causa delle norme emergenziali. Il Guardasigilli ha inoltre riconosciuto come un errore l’aumento delle competenze dei Giudici di Pace senza adeguamento degli organici (il cui deficit raggiunge il 70%), impegnandosi a trovare un rimedio.

Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta con un videomessaggio, sottolineando il ruolo costituzionale della categoria. Meloni ha ribadito che “senza avvocati non solo non esisterebbe la giustizia, ma non ci sarebbe neanche il presupposto per realizzare quel giusto processo”. Ha inoltre legato la riforma sulla separazione delle carriere al principio di parità processuale, riconoscendo l’Avvocatura come un interlocutore fondamentale per la tenuta democratica dell’ordinamento.

L’Agenda Cartabia Diventa Mandato Congressuale

Le mozioni approvate al Congresso hanno concretizzato le proposte elettorali di #NOIAVVOCATI, dimostrando che il programma politico è stato mantenuto. Le richieste di riforma hanno trovato spazio in diversi gruppi di voto congiunto, tra cui:

Correttivi al Rito Civile (Gruppo 2.7): Hanno ottenuto il mandato per il superamento del meccanismo dei termini “a ritroso” (Art. 171-ter c.p.c.) e per la limitazione dell’eccessivo ricorso alla trattazione scritta, al fine di ripristinare oralità e immediatezza.

Riforma Giustizia di Prossimità (Gruppo 2.1): È stato approvato l’intervento strutturale necessario per evitare il collasso del Giudice di Pace, chiedendo l’abrogazione dell’ampliamento delle competenze e il ripristino dell’atto di citazione.

Correttivi Penali (Gruppo 2.6 e 2.4): Si è richiesto l’abrogazione di fasi processuali ritenute superflue, come l’udienza pre-dibattimentale, e la revisione delle norme sull’assenza dell’imputato e sul mandato ad impugnare per il difensore d’ufficio. Parallelamente, è stata approvata la richiesta di ripristinare l’oralità come regola nei giudizi di Appello e Cassazione, combattendo la “cartolarizzazione”.

Tempi e Dignità (Mozione singola 1788): Una delle battaglie più sentite, ovvero l’introduzione di termini perentori anche per i magistrati con responsabilità disciplinare in caso di inosservanza, è stata sottoposta a votazione singola.

Processo Telematico (Gruppo 2.3): È stato dato mandato per intervenire sulle disfunzioni del Processo Penale Telematico, chiedendo l’abrogazione dell’“atto abilitante” e l’accesso pieno, gratuito e immediato ai fascicoli digitali.

La Vigilanza Politica: L’OCF e i Nomi di Roma

Il Congresso ha riaffermato l’importanza dell’Organismo Congressuale Forense (OCF), l’organismo di vertice che ha il compito politico di attuare e deliberare quanto stabilito in sede congressuale. La riuscita del progetto #NOIAVVOCATI si misurerà ora nella capacità dell’OCF di implementare le riforme richieste.

In questo contesto, la coalizione può contare sui suoi rappresentanti eletti per Roma nell’Assemblea OCF 2025-2028: tra i componenti, sostenuti ed eletti dalla coalizione, spiccano i nominativi di Pietro Di Tosto, Elisabetta Rampelli e Alessandro Bianchini. La loro presenza all’interno dell’Organismo Congressuale Forense è la garanzia che il mandato forte per l’abrogazione della Cartabia e per il ripristino della centralità dell’Avvocatura nel sistema Giustizia sarà portato avanti con la massima determinazione. La coalizione ha mantenuto la promessa: dopo anni di “invisibilità”, l’Avvocatura è tornata a governare i processi politici.

Il dibattito congressuale di Torino ha ripreso molti dei temi che l’Avv. Carmine Laurenzano aveva già portato all’attenzione pubblica attraverso iniziative e convegni istituzionali, come quelli organizzati al Senato, e proposte di riforma avanzate durante la campagna elettorale.
L’intervento del Ministro Carlo Nordio, con il suo sì incondizionato all’abrogazione della Cartabia, conferma la piena attualità di quelle posizioni e rafforza l’impegno per una giustizia più equilibrata e realmente accessibile.

Un grazie a tutti i Delegati al Congresso Nazionale Forense con particolare riguardo ai 39 Delegati eletti nelle file della coalizione #NOI AVVOCATI – Abroghiamo la Cartabia

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