Gentili Colleghi,
vi scriviamo perché l’imminente Assemblea per l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2025 non può essere considerata una mera formalità.
Quanto accaduto nelle ultime sessioni e l’analisi dei documenti contabili ci impongono una presa di posizione netta a tutela di tutti gli iscritti.
LA “SCHEDATURA” DEI VOTANTI: UN FILM GIÀ VISTO
Il Presidente proprio in questi giorni ha inviato un link di “prenotazione” per poter partecipare al’assemblea del bilancio.
Tuttavia, dopo il “caos indescrivibile” dell’assemblea del 27 novembre scorso, non possiamo che leggere questo invito come un ulteirore tentativo di mappatura preventiva del dissenso.
In quell’occasione, i Colleghi furono costretti a votare in modo palese, sotto gli occhi del Consiglio, con i nominativi segnati su elenchi distinti in base alla scelta di voto.
Per queste modalità “surreali e intimidatorie”, che hanno violato la segretezza del voto e dei dati personali, abbiamo già presentato una segnalazione al Garante della Privacy.
Ecco le immagini di come è stato calpestato il diritto al voto degli Avvocati romani.
Giovedì 27 novembre 2025: nel caos più assoluto si alza una voce dalla folla:
“Presidente, lo sa lei che cosa vuole? Lei vuole che noi tutti andiamo via!”
ANALISI TECNICA DEL BILANCIO: I NUMERI DELLA CRISI
Il nostro gruppo di lavoro, avvalendosi anche di esperti contabili, ha analizzato minuziosamente il Bilancio Consuntivo 2025, incrociando i dati dello Stato Patrimoniale con la Relazione del Tesoriere e le osservazioni dei Consiglieri di minoranza.
Ecco i punti critici emersi:
- L’ESCAMOTAGE DELLA LIQUIDITÀ: Il Tesoriere attribuisce l’incremento della liquidità al recupero delle quote arretrate. I dati dicono altro: l’aumento deriva dalla vendita di € 250.000 in Titoli di Stato e BTP (immobilizzazioni finanziarie), smobilizzati per fare cassa a fronte di una contrazione dei ricavi.
- IL CROLLO DELL’OCCS E L’UTILE VIRTUALE: La gestione dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCCS) presenta un’anomalia contabile gravissima. I ricavi sono crollati da € 220.625 a soli € 84.562. Il problema tecnico: L’Ordine incassa acconti dai debitori (trattenendo il 20% e versando l’80% ai Gestori), ma queste somme sono provvisorie finché il Giudice non liquida i compensi. Se il Gestore non viene confermato o il compenso ridotto, l’Ordine deve restituire i soldi. Nonostante questo pericolo concreto, non è stato accantonato alcun Fondo Rischi specifico, violando il principio di prudenza e gonfiando artificiosamente l’utile d’esercizio.
- ESPLOSIONE DEI COSTI DEL CDD: Mentre si tagliano i servizi essenziali nei Tribunali, le spese per il Consiglio Distrettuale di Disciplina sono fuori controllo: il costo complessivo è salito a € 671.163, con un incremento di + € 172.291 rispetto all’anno precedente (+34%).
- CREDITI VERSO ISCRITTI “GONFIATI”: Risultano a bilancio quasi 4 milioni di euro di crediti (€ 3.974.740,83). Si tratta di una cifra sovrastimata poiché basata su un Albo professionale non aggiornato, che include posizioni palesemente inesigibili, alterando la reale situazione finanziaria dell’Ente.
PERCHÉ VOTEREMO NO
Voteremo NO perché questo bilancio manca di trasparenza e veridicità (Bilancio Consuntivo 2025).
Non possiamo avallare una gestione che consuma il patrimonio dell’Ordine (vendendo i titoli) per coprire l’aumento dei costi interni e che non accantona le somme necessarie a coprire i rischi futuri.
Invitiamo tutti i Colleghi a partecipare e a votare NO.
Esprimere un voto contrario al Bilancio costituisce oggi un atto di responsabilità istituzionale, finalizzato a ripristinare la trasparenza amministrativa e a salvaguardare la stabilità finanziaria dell’Ente.
PARTECIPA ALL’ASSEMBLEA, SENZA PRENOTARTI. DIFENDI IL TUO DIRITTO AL VOTO.
GIORNO: 7 Maggio 2026 ORA: 12:00 LUOGO: Aula Avvocati Cassazione
Non ci dobbiamo fare intimorire: la nostra espressione di voto deve restare libera da pressioni o mappature di alcun genere.
Insieme, per la libertà di scelta e la trasparenza dell’Ordine.
Un cordiale saluto.
Carmine Laurenzano
