
Viene premiato l’impegno della lista NOI AVVOCATI ABROGHIAMO LA CARTABIA durato incessantemente dal dopo elezioni di maggio, fin anche nel periodo estivo, ad oggi. Infatti, il Consiglio Nazionale Forense ammette ben 54 proposte di deliberato congressuale alla votazione delle Delegate e dei Delegati, elaborate da questo gruppo. La pubblicazione è stata disposta dalla Commissione deliberati congressuali e statuto ai sensi dell’art. 5, commi 6 e 7 dello statuto congressuale vigente, all’esito della riunione del 2 ottobre 2025.
Al XXXVI CONGRESSO NAZIONALE FORENSE, che si terrà a Torino dal 16 al 18 ottobre 2025, i delegati eletti nella lista NOIAVVOCATI ABROGHIAMO LA CARTABIA faranno valere gli importanti temi emersi dall’incessante impegno organizzato in gruppi di lavoro specifico e svolto già da maggio e a seguire per tutta l’estate, che ha portato all’individuazione delle importantissime mozioni utili al lavoro del congresso per tutta l’Avvocatura italiana. Le mozioni presentate riguardano un ampio spettro di tematiche legali e professionali, con una forte enfasi sulla revisione o abrogazione degli effetti della Riforma Cartabia e sulla dignità dell’Avvocato all’interno del sistema giustizia. Le mozioni possono essere raggruppate nei seguenti 6 macro-argomenti:
1) Riforma del Processo Civile e Tempistiche
Questo gruppo comprende mozioni che mirano a correggere disfunzioni procedurali nel rito civile, spesso causate o amplificate dalla Riforma Cartabia, e ad accelerare i tempi della giustizia.
1. Abrogazione/Revisione della Riforma Cartabia (Civile) e Termini Processuali dei Magistrati: Si richiede l’abrogazione quasi integrale del D.Lgs. 10 ottobre 2022 n. 149 (Riforma Cartabia nel civile), mantenendo in vigore solo le norme relative alla semplificazione del titolo esecutivo (Art. 26) e alla figura del Curatore Speciale del minore (Art. 473 bis 8 c.p.c.). Fondamentale è la richiesta che i termini processuali a carico dei magistrati giudicanti (giudice monocratico, relatore e collegio) siano resi perentori, con l’obbligatorietà dell’azione disciplinare in caso di inosservanza, su segnalazione documentata degli avvocati.
2. Modalità delle Udienze: Si chiede la modifica dell’Art. 127, comma 3, c.p.c. per limitare il potere discrezionale del Giudice di disporre udienze da remoto o sostituite dal deposito di note scritte (Art. 127-bis e 127-ter). Tali modalità dovrebbero essere disposte solo con l’assenso di entrambe le parti, e determinate udienze cruciali (es. Art. 183 c.p.c.) non dovrebbero mai essere svolte in modalità non presenziale.
3. Eccezioni Processuali e Sanzioni: Si propone di fissare il termine perentorio per proporre le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio entro e non oltre la prima udienza effettiva di comparizione, per ovviare alle complicazioni derivanti dai rinvii d’ufficio. Inoltre, si chiede l’abrogazione del quarto comma dell’Art. 96 c.p.c., che prevede la condanna della parte soccombente al pagamento di una somma pecuniaria in favore della cassa delle ammende (€ 500 – € 5.000), ritenuta una previsione con potere ampiamente discrezionale e punitivo.
2) Riforma del Processo Civile: Istituti Specifici (Giudice di Pace, Famiglia, Esecuzioni)
Questo gruppo è attento alla risoluzione di problemi procedurali in settori specifici del diritto civile.
1. Giudice di Pace (G.d.P.): Si propone l’abrogazione e la riformulazione degli Artt. 316 e 319 c.p.c. (modificati dalla Riforma Cartabia) al fine di ripristinare l’atto di citazione come strumento per proporre la domanda introduttiva davanti al G.d.P., in luogo del ricorso. L’obbligatorietà del ricorso ha infatti causato un sovraccarico e lo stallo delle cancellerie del G.d.P., con rinvii a distanza di anni e aggravamento dei ruoli giudiziari. Il ripristino della citazione è visto come un modo per ottenere una minore durata delle cause e favorire soluzioni stragiudiziali.
2. Processo di Famiglia: Si richiedono due modifiche all’Art. 473 bis c.p.c.:
◦ Provvedimenti Urgenti (Art. 473 bis 15): Si propone che il Giudice adotti provvedimenti necessari e urgenti nel termine perentorio di 15 giorni in ogni caso di separazione giudiziale (non solo in caso di pregiudizio imminente), per tutelare i figli e il coniuge più debole e mitigare la conflittualità familiare.
◦ Termini per Memorie (Art. 473 bis 17): Si chiede la modifica dei termini “a ritroso” (20, 10, 5 giorni prima dell’udienza) per il deposito delle memorie, criticati perché aggravano il lavoro del magistrato e rendono quasi impossibile il tentativo di conciliazione in prima udienza. Si propone di tornare al regime pre-Cartabia, con deposito delle memorie dopo l’udienza di comparizione.
3. Esecuzioni Civili: Le mozioni in questo ambito mirano a semplificare e rendere più efficace l’azione del creditore:
◦ Si chiede la modifica dell’Art. 480, comma 3, c.p.c., per eliminare l’obbligo di indicare il giudice competente per l’esecuzione nell’atto di precetto.
◦ Si propongono modifiche all’Art. 492 bis c.p.c. (ricerca telematica dei beni) per garantire che l’esecuzione forzata di beni trovati dall’ufficiale giudiziario avvenga solo su istanza del creditore procedente (eliminando l’azione d’ufficio). Si richiede inoltre l’inserimento dell’invito al terzo a comunicare la dichiarazione di Art. 547 c.p.c. al creditore, prima dell’iscrizione a ruolo del pignoramento ex Art. 492 bis.
◦ Si mira ad abrogare parzialmente l’Art. 155-ter Disp. att. c.p.c. per estendere a 30 giorni (invece di 10) il termine entro cui il creditore può indicare i beni da sottoporre ad esecuzione dopo la ricerca telematica, evitando che la richiesta perda efficacia e che il creditore debba affrontare nuovi costi per la ricerca.
◦ Si propone di codificare espressamente nel c.p.c. la possibilità di inserire nell’atto di precetto il costo per la registrazione del provvedimento giudiziario.
◦ Si chiede di includere nella Legge n. 53/1994 la possibilità per gli avvocati di notificare direttamente (autonomamente) gli atti di pignoramento presso terzi e immobiliari.
3) Informatizzazione, Processo Penale e Diritto di Difesa
Molte mozioni si concentrano sulla digitalizzazione della giustizia e sul ripristino o rafforzamento del diritto di difesa nel processo penale, in gran parte compromesso dalla Cartabia.
1. Accesso e Digitalizzazione (Penale e Generale):
◦ Si chiede la modifica del Decreto Ristori e dei provvedimenti DGSIA per garantire al difensore l’accesso pieno, libero e gratuito, e da remoto ai fascicoli processuali digitali (PM, GIP, GUP, Cassazione, Dibattimento). Tale accesso deve avvenire alle medesime condizioni del Pubblico Ministero.
◦ Si sollecita l’introduzione di sistemi che consentano la verifica immediata del buon fine dei depositi telematici.
◦ Si chiede l’introduzione di un obbligo esplicito per la Cancelleria di scansionare e caricare tempestivamente nel Fascicolo Informatico gli atti cartacei.
◦ Si richiede l’adozione di un unico sistema di accesso e deposito per tutti i tipi di procedimento (penale, civile, amministrativo, tributario), unificando le piattaforme telematiche.
2. Depositi e Adempimenti Telematici (Penale/Tributario):
◦ Si propone che il deposito penale telematico (PDP) venga accettato automaticamente (non manualmente dalla cancelleria). Si chiede inoltre di eliminare l’obbligo di inserire l’”atto abilitante” e la data di nascita dell’interessato nel deposito.
◦ Nel processo tributario telematico, si chiede di aumentare la capacità di deposito ad almeno 50 MB e di consentire depositi con buste multiple.
3. Diritto di Difesa nel Penale (Cartabia):
◦ Oralità: Si chiede il ripristino della regola dell’oralità nelle udienze penali di Appello e Cassazione, invertendo l’onere in modo che l’avvocato comunichi solo la rinuncia alla discussione. Inoltre, la partecipazione dell’imputato mediante videocollegamento (Artt. 133 bis/ter c.p.p.) deve essere subordinata al consenso suo e del suo Difensore.
◦ Notifiche e Assenza: Abrogazione delle modifiche Cartabia agli Artt. 157 ss. c.p.p. per ripristinare la notifica personale degli atti successivi all’imputato/indagato. Abrogazione dell’Art. 420 bis, comma 2, c.p.p. (assenza dell’imputato), che attribuisce eccessiva discrezionalità al giudice sulla conoscenza del processo.
◦ Impugnazioni Difensore d’Ufficio: Abrogazione dell’Art. 581, comma 1 quater, c.p.p., che impone al difensore d’ufficio l’obbligo di depositare uno specifico mandato e l’elezione di domicilio per impugnare in caso di imputato assente, onere ritenuto irragionevole e lesivo del diritto di difesa.
◦ Riti Alternativi: Modifica dell’Art. 521 c.p.p. per introdurre il diritto del Difensore di chiedere l’ammissione a un rito alternativo in favore dell’assistito, qualora la riqualificazione giuridica del fatto da parte del giudice lo consenta.
◦ Costituzione di Parte Civile: Abrogazione della modifica Cartabia all’Art. 79 c.p.p. per ripristinare la possibilità di costituirsi parte civile anche per il dibattimento.
4) Costi della Giustizia e Fiscalità
Le mozioni in questo ambito puntano a ridurre i costi e i balzelli considerati ingiusti o inutili a carico delle parti e degli avvocati.
1. Costi Telematici e Registrazione: Si chiede l’abrogazione dell’obbligo di pagamento di Contributo Unificato, diritti di copia e certificato tramite PagoPA, o, in subordine, di renderlo gratuito, ripristinando mezzi alternativi (F23/Marca Lottomatica). Si chiede l’abrogazione dell’Art. 13, comma 2 bis, DPR 115/2002, che impone il pagamento anticipato del costo di registrazione della sentenza di Cassazione.
2. Costi di Esecuzione: Abrogazione dell’Art. 122 DPR n. 1229/1959, che pone il compenso in caso di estinzione del processo esecutivo a carico del creditore procedente.
3. Costi di Mediazione: Si chiede l’abrogazione del D.M. Giustizia 24.10.2023 n. 150, che ha sensibilmente aumentato i costi di mediazione, giudicato un ulteriore e ingiustificato aggravio.
5) Professione Forense, Dignità e Servizi
Queste mozioni mirano a migliorare lo status, l’organizzazione lavorativa e i servizi per gli avvocati.
1. Dignità e Parità: Si chiede l’introduzione del reato di oltraggio a un difensore in udienza (modifica Art. 343 C.P.) per assicurare la parità di trattamento penale con i magistrati (Giudici e Pubblici Ministeri).
2. Pari Opportunità e Organizzazione: Si propone l’introduzione di norme che riservino all’interno degli uffici giudiziari spazi adeguati per la realizzazione e il funzionamento di asili nido e ludoteche per i figli di Avvocati, Magistrati e personale di cancelleria. Si propone di ripristinare la sospensione feriale dei termini processuali dal 1° agosto al 15 settembre e si chiede di estenderla anche al periodo delle festività natalizie (dal 27 dicembre al 5 gennaio).
3. Patrocinio a Spese dello Stato (PSDS): Si propone di attribuire la competenza per la liquidazione del compenso per il PSDS (Art. 82 DPR 115/2002) e per i difensori d’ufficio di imputati irreperibili formali (Art. 117 DPR 115/2002) direttamente al cancelliere, basandosi su parametri oggettivi per evitare la discrezionalità del giudice. Inoltre, si chiede l’estensione dell’ambito di applicazione del PSDS anche all’attività stragiudiziale (conciliativa e di indagine).
4. ADR e Arbitrato:
◦ Si chiede di estendere il termine di proroga per l’espletamento della procedura di Negoziazione Assistita da 30 giorni a quattro mesi, specialmente per le complesse controversie familiari.
◦ Si propone di modificare l’Art. 812 c.p.c. per riservare la funzione di arbitro esclusivamente a chi è iscritto all’albo degli avvocati da almeno 3 anni o a chi ha esercitato la funzione giurisdizionale per almeno 2 anni, garantendo così una formazione giuridica adeguata.
◦ Si richiede l’introduzione di tutele rafforzate e l’adozione di protocolli specifici per i soggetti vulnerabili nelle procedure ADR (mediazione, negoziazione, arbitrato).
6) Accesso ai Fascicoli (Volontaria Giurisdizione) e Notifiche
1. Amministrazione di Sostegno (ADS): Si chiede l’introduzione di una norma che garantisca al difensore della parte costituita nel procedimento di ADS il diritto di accedere al relativo fascicolo telematico e di acquisirne copia, superando le attuali illegittime limitazioni.
2. Notifiche all’Estero: Si chiede l’inserimento nella Legge n. 53/1994 della possibilità per gli Avvocati di svolgere autonomamente le formalità di notifica all’estero previste dall’Art. 142 comma 1 c.p.c. (sostituendo il deposito al PM con la notifica PEC/postale).
il gruppo compatto rilascia il seguente comunicato: “faremo valere la fiducia dei tanti colleghi che ci hanno votato lavorando tutti insiemi e con tutte le forze presenti al congresso per il bene generale di tutta l’Avvocatura. La nostra disponibilità al dialogo inclusivo e a lavorare con estrema determinazione per il bene ultimo della categoria è totale”
Per maggiori informazioni invitiamo alla consultazione del sito www.noiavvocati.https://noiavvocati.it/
