
Il codice di procedura penale del 1988 ha introdotto il rito accusatorio, ma dopo quasi quarant’anni quel disegno è rimasto incompiuto. La nostra Costituzione (art. 111, dopo il 1999) parla chiaro: ogni processo deve svolgersi davanti a un Giudice terzo e imparziale. Ma come può un Giudice essere davvero “terzo” se condivide con l’accusa la stessa carriera, lo stesso organo di autogoverno, le stesse votazioni e le stesse logiche correntizie?
Perché votare SÌ:
- Stop alle mistificazioni: È falso e strumentale sostenere che il PM finirà sotto il controllo del Governo. La riforma garantisce l’autonomia della magistratura inquirente creando due CSM distinti, sottraendo i magistrati a ogni pressione politica.
- Oltre il “Sistema Palamara”: La separazione delle carriere, unita al sorteggio dei membri dei CSM e dell’Alta Corte, è l’unica via per recidere il cordone ombelicale del correntismo che ha umiliato la credibilità della categoria e della giustizia. Già oggi i magistrati che fanno parte delle commissioni di esame per il concorso in magistratura sono sorteggiati.
- Un’Italia Europea: Con questa riforma l’Italia, dopo aver sottoscritto l’art. 47 della Carta dei Diritti Fondamentali UE, si allinea finalmente alle democrazie (Francia, Germania, USA, Spagna…), dove la distinzione tra chi accusa e chi giudica è garanzia di civiltà giuridica.
- Rafforzamento della Parità: Il Giudice deve essere realmente distante dalle parti, superando l’attuale contiguità di carriera e di associazione con la pubblica accusa. Solo così l’Avvocato potrà esercitare il proprio ruolo costituzionale in condizioni di effettiva parità, garantendo la piena attuazione del giusto processo. Il Giudice oltre ad essere terzo, deve anche apparire tale.
Questa è l’ultima chiamata per le riforme: Senza questo passaggio costituzionale, anche ogni speranza di correggere le storture della “Riforma Cartabia” svanirà sia nel settore civile che penale. Rimanere fermi significa accettare una giustizia solo cartolare e lontana dai cittadini, come voluto da quella parte della magistratura che trae vantaggio dall’attuale “sistema”.
La rappresentanza politica dell’Avvocatura (OCF) si è schierata per il SÌ. Nessun Avvocato può restare a guardare.
VOTA SÌ, VOTA SÌ, VOTA SÌ, VOTA SÌ, VOTA SÌ
