Torino, 18 ottobre – Con oltre 2.500 partecipanti tra delegati e congressisti, si è concluso a Torino il XXXVI Congresso Nazionale Forense, che per tre giorni ha riunito l’Avvocatura italiana in un confronto serrato sui temi della giustizia, della riforma professionale e dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul sistema giudiziario.
Un Congresso ricco di interventi di rilievo istituzionale e politico, con la presenza di rappresentanti del Governo, delle istituzioni locali e delle università. Il prossimo appuntamento è fissato per il 2028 a Milano.

LA CORAGGIOSA INIZIATIVA DELLA LISTA ROMANA “NOI AVVOCATI ABBROGHIAMO LA CARTABIA” TROVA IL CONSENSO PLEBISCITARIO DELL’AVVOCATURA, CHE NE CHIEDE L’ABROGAZIONE CON VOCE UNICA.
Molte delle mozioni più discusse hanno riguardato la Riforma Cartabia e l’Assemblea congressuale ha approvato un documento che ne chiede l’abrogazione integrale nel processo civile e interventi correttivi nel processo penale.
Nel civile si chiede inoltre di:
- limitare l’abuso della trattazione scritta e ripristinare oralità e immediatezza;
- riformare la disciplina delle memorie 171-ter c.p.c., superando il meccanismo “a ritroso” e le verifiche preliminari senza contraddittorio;
- introdurre termini perentori per i giudici, pena l’apertura automatica del procedimento disciplinare.
Nel penale, le richieste includono:
- l’abrogazione dell’udienza predibattimentale;
- la revisione dei termini per la costituzione di parte civile;
- la riforma delle norme sull’assenza dell’imputato e sul mandato a impugnare del difensore d’ufficio;
- l’ampliamento dei termini per l’impugnazione e l’accesso ai riti alternativi in caso di riqualificazione del fatto.
Si riafferma inoltre il principio secondo cui oralità e contraddittorio restano cardini irrinunciabili del processo, anche nell’era digitale.
NUOVO OCF E CHIUSURA DEI LAVORI
La giornata conclusiva si è aperta con il rinnovo dell’Organismo Congressuale Forense (OCF), attraverso la proclamazione dei 55 nuovi componenti per il triennio 2025–2028 (lista completa qui).
A seguire, l’Assemblea ha discusso e votato le mozioni congressuali su giustizia, innovazione e professione.
A chiudere i lavori è stato il presidente del CNF Francesco Greco, che ha ringraziato “tutti i delegati, la Commissione mozioni, la presidente del Consiglio dell’Ordine di Torino Simona Grabbi e tutto il suo Ordine per l’impegno e la qualità del confronto. Sono stati tre giorni di analisi e proposte: un Congresso vivo, partecipato, che guarda avanti”.
La presidente del COA di Torino Simona Grabbi ha aggiunto: “Spero che vi siate sentiti nel posto giusto. Porterò sempre con me il ricordo della consegna della toga di Fulvio Croce. È stato un momento di grande significato per l’Avvocatura piemontese e per tutto il Congresso”.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GIUSTIZIA: GARANTIRE CONTROLLO UMANO E TRASPARENZA
Tra i temi centrali della tre giorni, il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nella giustizia.
L’Avvocatura ha ribadito la necessità di governare l’innovazione e non subirla, ponendo al centro trasparenza, controllo umano e tutela dei diritti di difesa.
Le mozioni approvate prevedono:
- l’obbligo per il giudice di dichiarare e motivare l’uso di strumenti di IA, pena la nullità del provvedimento;
- il diritto della difesa di conoscere e contestare gli algoritmi;
- la creazione di un Registro Pubblico degli Algoritmi e di un’Authority indipendente di vigilanza;
- l’avvio di ispezioni ministeriali per garantire trasparenza e verificabilità dei sistemi.
L’obiettivo è una giustizia digitale verificabile, dove la tecnologia resti strumento al servizio dell’uomo e non un surrogato del giusto processo.
GIUSTIZIA TELEMATICA: UN SISTEMA UNICO NAZIONALE
Sul piano tecnologico, le mozioni chiedono l’unificazione e la semplificazione del processo telematico per superare la frammentazione dei sistemi attuali e creare una piattaforma unica nazionale con standard omogenei.
Tra le proposte principali:
- abrogazione dell’“atto abilitante”;
- accesso gratuito, immediato e completo ai fascicoli telematici;
- potenziamento del Portale Depositi Penali;
- riduzione dei diritti di copia e digitalizzazione del fascicolo del detenuto.
L’obiettivo è rendere il processo telematico realmente efficiente, garantendo parità di accesso e continuità operativa in tutto il Paese.
GIUSTIZIA DI PACE, PSS E ADR: RIFORMA STRUTTURALE
Un altro tema centrale è la giustizia di prossimità, per la quale si richiede una riforma strutturale.
L’Avvocatura denuncia il rischio di collasso degli uffici del Giudice di Pace e propone:
- il ritorno alla competenza per valore e all’atto di citazione;
- il potenziamento degli organici e delle infrastrutture;
- l’aumento delle risorse ministeriali e la gestione diretta da parte del Ministero.
Riforma anche per il Patrocinio a spese dello Stato (PSS), con estensione alle ADR, alla negoziazione assistita e alle procedure di sovraindebitamento.
Si chiede inoltre una semplificazione e velocizzazione delle liquidazioni, pagamenti certi, compensi armonizzati e un sistema più trasparente di gestione.
FAMIGLIA, MINORI E MEDIAZIONE
Sulla giustizia familiare e minorile, le mozioni pongono l’accento sulla qualificazione del Curatore speciale del minore, sulla definizione dei suoi poteri e compensi, sulla tutela dell’ascolto del minore e sulla regolamentazione dei servizi sociali.
Proposte anche per la creazione di una piattaforma di monitoraggio sugli ausiliari e sull’accesso digitale ai fascicoli.
Ampio spazio alle ADR (mediazione, negoziazione e arbitrato), considerate strumenti essenziali per la deflazione del contenzioso e l’efficienza del sistema.
L’Avvocatura chiede:
- incentivi fiscali per mediazione e arbitrato;
- l’estensione dell’arbitrato alla crisi familiare;
- il riconoscimento di poteri certificativi ai mediatori e una maggiore accessibilità per i soggetti vulnerabili.
DIGNITÀ PROFESSIONALE, EQUILIBRIO E PARI OPPORTUNITÀ
Il Congresso ha ribadito la necessità di tutele più forti per la professione e per chi la esercita.
Tra le proposte approvate:
- l’introduzione del reato di oltraggio all’avvocato;
- l’estensione del legittimo impedimento a tutti i processi (civili, penali e tributari);
- il ripristino della sospensione feriale tradizionale, estesa anche alle festività natalizie;
- la creazione di asili nido e spazi genitoriali negli uffici giudiziari.
Sul piano economico, l’Avvocatura chiede la riduzione del Contributo Unificato, l’eliminazione di oneri come PagoPA, la deducibilità delle spese legali e la piena tutela del compenso professionale, estendendo l’efficacia di titolo esecutivo al parere di congruità del COA anche nei confronti dei privati.
UN’AVVOCATURA PROTAGONISTA DELLA MODERNIZZAZIONE DEL PAESE
Dalla tre giorni torinese emerge un messaggio chiaro:
l’Avvocatura intende essere protagonista della trasformazione della giustizia, non semplice spettatrice.
L’obiettivo comune è una giustizia più umana e accessibile, anche nella dimensione digitale, in cui la tecnologia non sostituisca mai il giudizio dell’uomo ma lo supporti con trasparenza e responsabilità.

Fonte: CNF – rielaborazione e sintesi a cura di NOI AVVOCATI MAGAZINE
