BUONI FRUTTIFERI POSTALI: il Tribunale condanna Poste Italiane al rimborso

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Aggiornamento – dicembre 2025 / gennaio 2026

A seguito della pubblicazione di questo articolo, lo Studio sta ricevendo numerose richieste di assistenza relative a Buoni Fruttiferi Postali cartacei emessi a fine 1995, per i quali, al momento dell’incasso, viene opposta l’eccezione di prescrizione.

In diversi casi, l’esame dei titoli e dei moduli utilizzati evidenzia criticità informative e diciture non univoche, con possibili riflessi sulla corretta individuazione del termine di prescrizione.

La questione è attualmente oggetto di approfondimento caso per caso, alla luce dei principi di trasparenza e tutela del risparmiatore già richiamati nel presente contributo.

Una nuova vittoria per i risparmiatori difesi dallo Studio Giusti & Laurenzano

Il Tribunale civile di Milano ha confermato la condanna di Poste Italiane al risarcimento di un nostro cliente per non aver rispettato i propri obblighi di informazione.

Cosa è successo?

Il nostro assistito si era visto rifiutare il rimborso di due buoni fruttiferi postali, con la motivazione che il diritto a riscuoterli era “prescritto”, cioè scaduto.
Ma insieme all’Avv. Carmine Laurenzano, abbiamo dimostrato che Poste Italiane non aveva informato correttamente il risparmiatore sulle condizioni e la scadenza dei buoni.

Dove ha sbagliato Poste?

Secondo la legge (Decreto Ministeriale del 19 dicembre 2000, articoli 2 e 6), al momento dell’acquisto di un buono fruttifero, il cliente deve ricevere un documento informativo chiaro, chiamato FIA (Foglio Informativo Analitico).
In questo caso, Poste non ha potuto provare di aver consegnato quel documento, e i buoni erano privi di una scadenza chiara.

Cosa ha deciso il Tribunale?

Già in primo grado, il Giudice di Pace di Milano ci aveva dato ragione. Ora il Tribunale civile, in appello, ha confermato la condanna di Poste Italiane a rimborsare il valore dei buoni e pagare tutte le spese legali.

Perché è importante?

Questa sentenza è una buona notizia per tutti i risparmiatori: conferma che gli obblighi di trasparenza devono essere rispettati e che chi ha sottoscritto buoni fruttiferi ha il diritto di essere informato in modo chiaro.

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